Per il secondo mandato consecutivo, sei stato eletto nel Consiglio di Istituto del Liceo Carducci, per la lista Genitori Insieme. Esprimi qualche tua considerazione?
I CDI sono organi collegiali oramai consolidati nella storia del nostro paese. Ho ancora i ricordi dell’anno 1974, quando furono introdotti per la prima volta (Decreto Delegato n.416). Erano gli anni post ’68, e inizialmente non furono ben accolti da alcune organizzazioni studentesche di estrema sinistra. Queste, al Liceo Cremona che allora frequentavo, come anche in molti licei pubblici milanesi, boicottarono le elezioni. Il giorno delle votazioni cercarono di impedire l’accesso alla scuola, e disincentivare il voto. Oggi tutto ciò fa parte dei ricordi del passato e possiamo dire che il CDI e gli organi collegiali in genere hanno raggiunto una fase di maturità: il ruolo degli organi collegiali e della partecipazione democratica alla scuola non viene ormai più messo in discussione.
I CDI in particolare appaiono organi eterogenei per le diverse componenti che vi partecipano. Direzione Didattica, Insegnanti, Genitori, Studenti e personale ATA rispecchiano “mondi” diversi, istanze e compiti agiti in modo differente all’interno del medesimo istituto scolastico. Questa originaria differenza di ruoli, responsabilità ed istanze va sempre tenuta presente quando si analizza l’attività di un organo complesso qual è il CDI.
Le scuole medie superiori, rispetto agli ordini di scuole inferiori, sono poi caratterizzate da alcune particolari accezioni: la specializzazione degli insegnamenti didattici, le elevate aspettative della componente genitori, la spiccata capacità di giudizio degli studenti ….. Il CDI appare allora un fondamentale momento di confronto e dialogo tra tutte queste componenti e la Direzione Didattica che ha la responsabilità amministrativa e di funzionamento della scuola.
Come giudichi la tua esperienza di appartenenza al CDI del Carducci?
Entrare nelle logiche della scuola, ammetto, è molto difficile, anche dopo 6 anni di presenza nel CDI del Carducci, e altrettanti come componente genitori del CDI della scuola media Cagliero- Quasimodo ( oggi Quasimodo – Bottelli). Va anche considerato che i genitori fanno più fatica a entrare nelle logiche didattiche poiché hanno in genere una visione della scuola parziale rispetto invece ad altri soggetti ( insegnanti, Direttore Didattico, RSA) che, lavorando a tempo pieno nell’ambito della scuola, la “vivono” con maggior intensità. Posso quindi dire che questi anni di CDI hanno rappresentato l’occasione per capire di più il mondo della scuola e tutto ciò ad essa ruota attorno, e sono stati anche un ottimo esercizio di ascolto e personale educazione al dialogo.
Nel passato CDI vi sono stati attriti e conflitti di diversa natura e originati da varie motivazioni. Questo nuovo CDI come sta procedendo?
Personalmente credo che occorra ripartire da alcuni punti di “originaria” convergenza. Tutti coloro che lavorano nel CDI vogliono accrescere il bene della scuola. Il Liceo Classico Carducci non ha solo una grande tradizione di eccellenza didattica. Ha per anni formato persone in grado di affrontare con serietà e impegno il percorso universitario, il lavoro, la famiglia ….. Io ritengo che il punto di partenza di tutti i componenti del CDI sia il medesimo: un progetto positivo per il Carducci. Di ciò sono certo, perché altrimenti non si giustificherebbe la partecipazione totalmente gratuita dei suoi componenti, le ore trascorse a discutere e confrontarsi nelle sedute del Consiglio e tutto il tempo che, a qualsiasi altro titolo, viene dedicato alla scuola .
Questa esigenza “originaria”, di un positivo per la scuola, viene prima di ogni differenza di impostazione e di posizione. E’ evidente che vi sono , in CDI, differenti modalità di intendere e concepire la scuola. Ma il CDI è proprio un organo democratico elettivo in cui avviene il confronto, talvolta anche acceso, e le differenti posizioni trovano una sintesi nei diversi indirizzi racchiusi nelle delibere approvate. La ricchezza del CDI è proprio questa pluralità di visioni , che si confrontano rispettandosi reciprocamente, per il bene della scuola e dei ragazzi che la frequentano, di oggi e di domani.
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